Gli odori di New York sono una cosa che non passa inosservata. Oddio, talvolta chiamarli odori è un complimento, ma in ogni strada, vicolo, piazza che attraversi ne trovi uno, simile a quello vicino, che ti fa pensare a qualcosa, ad un aneddoto o ad un pensiero.
C’è anche da dire che le strade, quelle periferiche specialmente, ma anche quelle di Manhattan non scherzano, sono piene di sacconi della nettezza e nettezza sui marciapiedi..
So di ripetermi ma qui è tutto un film veramente, mi affaccio e vedo i bambini giochare per strada o nei parchi a bascket, macchine, macchinone, che passano e con musica a tutto volume, venditori di cd per strada che vendono e cantano per la cappella locale.
A proposito di odori, questa è una cosa che volevo dire da tempo, i negozi che trovo qua in Italia chiuderebbero dopo 10 minuti con denuncia dei NAS. L’igene oggettivamente lascia alquanto a deiderare nei piccoli negozi, compresi quelli di cibo, non so quanto fidarmi a comprare le cose in realtà.. la cosa buffa è che accanto al negozietto lurido trovi quello super fashon e non si danno fastidio, anzi, sembra che sia una cosa piuttosto funzionale e la gente non ci fa caso, pare che qua invece di avere l’apparenza a tutti i costi come da noi sia i fighetti che gli sfigatelli convivano senza darsi troppo fastidio, quasi nessuno. Mi sbaglierò?
Ci sarebbe altro da dire, forse aggiornerò questo post o ne farò un altro, adesso vedo se riesco ad andare al festival degli indiani d’America che non dovrebbe esser troppo lontano per perdermi ancora in metro ;)
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Oggi doveva essere il primo giorno di scuola, saltato causa del week-end lungo del Labour Day..
Faccio una telefonata e il mio contatto per la giornata mi da buca, pace.
Apro il libretto degli appunti e vedo un po’ cosa avevo scritto, apro la guida per vedere cosa c’è sulla mappa e mi dirigo a piedi verso sud, Downtown.
In pratica mi sono fatto dal Madison Square Garden, Chelsea, il metapacking Disctrict, un po’ di Greenwich Village, poco di Tribeca, un’occhiata al City Hall, uno sguardo al World Trade Center che è chiuso e al World Financial Center per finire con i moli sulla West Street, come da consiglio di un elfo mi sono fermato per un hotdog al molo 46.
A quel punto ero cotto e sulla 42esima strada ho cercato una metro, fortuna ha voluto (diciamo che la mappa che ho nella guida sempre con me ha aiutato) che ci fosse a pochi passi, un paio di chilometri, una metro A che mi ha riportato (quasi, sbaglio sempre la A con la C, non capisco..) a casa da cui sto scrivendo.
Sempre sulle riflessioni da metropolitana mi sono seduto e poco dopo è arrivata una mamma con due bambini, uno sugli 8 uno sui 4-5. Incredibile come fosse da film, il grande fermo e zitto, il piccolo a mangiare un muffin e a fare movenzed hiphoppettare, faceva tenerezza.
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Oggi (solo) al Brooklyn Museum.
Stavo per andare anche al parco lì vicino e al giardino botanico ma ero troppo cotto..
Cinque piani di opere dagli Egizi al 2007 passando per una retrospettiva del femminismo.
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